Poesia

La collana Poesia vuole attraversare le culture e, con l’uso della parola, costruire e ricostruire la vita. La collana propone autori italiani e nuovi italiani che dipingono la vita.

La Parola nella poesia di Cheikh Tidiane Gaye. La Parola costituisce uno dei concetti qui onnipresenti e fra i più complessi e fecondi della filosofia africana. Accedere al suo senso più profondo equivale a crescere nella saggezza e a penetrarne, con l'iniziazione della vita, il mistero.



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Nel panorama di questa nuova scrittura di lingua italiana Cheikh Tidiane Gaye costituisce una presenza significativa per l’originalità della sua voce e per l’urgenza della vocazione espressiva e più precisamente poetica…



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“Leggere, rileggere i versi di Cheikh Tidiane Gaye porta a riflettere sulla condizione di profonda ingiustizia che si vive perché la realtà è ancora tutta infestata di razzismo, di pregiudizio; né la storia ha ancora portato al pieno riscatto di tutte quelle popolazioni che per secoli sono state sottomesse, depauperate, deprivate della loro ricchezza.
È la poetica dello scorrere del tempo, che trova sosta nei vortici delle correnti, nel vento che si prolunga nei versi di un respiro lungo, dopo aver preso il fiato, per impregnare lasciando a lungo il suo profumo, qualcosa che non si disperda, che non evapori, ma tenga vigile ed all'erta l'uomo, la veglia della sua coscienza.



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Un libro, una vita... la poesia di Vincenzo Pirola racconta i passaggi della sua esistenza.
Un velo di malinconia copre le sue poesie senza però perdere mai una fiduciosa prospettiva e, nelle mura della sua vita, l'autore ricerca sé stesso, per riscoprirsi, per capire e carpire i suoi desideri.
Si intravvede tra le righe la sua identità di medico: si percepisce nella corporeità delle descrizioni e nella sensazione/sensualità fisica degli affetti, che si fanno quasi biologici.




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Questa silloge di Ada Crippa ci presenta un itinerario di rievocazioni memoriali che si sostanziano di pensiero, per cui potremmo ascrivere questi componimenti a quella “poesia onesta”, indicata programmaticamente da Umberto Saba per definire una poesia che mostra una rigorosa corrispondenza del poeta alla propria visione del mondo e della vita anche nella sua dimensione diacronica, innervata da quel forte senso della responsabilità che deve investire e sostenere la parola poetica.



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Una raccolta fatta di incisioni più che di poesie.
Tratti delicati e diretti disegnano parole intorno a umane sensazioni e “fragili illusioni accartocciate” (per citare l'autore).
Un invito a vivere la vita e le sue pagine sgualcite. A non rinviare e a non creare rimpianti perché, come polvere, condiscono d'amaro il giorno.



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Su quest'opera, fin dalla copertina, aleggia l'immagine della fenice. Una creatura arcana, fantastica e insieme simbolica, quasi sacra. Mito o poesia?
Dalle pire incandescenti dei Greci ai bestiari medievali; dal martirio d'amore, tipico del mondo cortese, ad allegoria della Resurrezione cristiana: passando per un ciclo infinito di morti e rinascite, si consuma la sua condanna a sopravvivere per sempre. ...



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A me sembra che il male / non è mai nelle cose, scrive in Risanamento (da Le case della Vetra 1966) Giovanni Raboni parlando di Milano e delle sue periferie. In questa silloge Rossana Oriele Bacchella canta il male che è nella proiezione dell’uomo e delle cose che lo circondano, che lo sfamano, le cose che se non annientano trasformano.



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Anche nell'oramai vasta letteratura migrante italiana, è rara tanta linearità di ritmo e linguaggio, ora che è possibile al di là delle mode e dei facili entusiasmi fermare riferimenti certi perfino in questo campo. La poesia di Palazzolo attraversa esperienze e luoghi, tempi e paesaggi diversi, ma pur nella complessità delle tematiche non viene mai meno alla sua essenziale sobrietà espressiva. Ricchezza sì e anche purezza della parola, unico auspicio in cui veramente vivere.



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La silloge di Nadia Lisanti
LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR
(Joal, 9/10/ 1906 - Verson, 20/12/2001)
“La vera cultura è mettere radici e sradicarsi. Mettere radici nel più profondo della terra natia. Nella sua eredità spirituale. Ma è anche sradicarsi e cioè aprirsi alla pioggia e al sole, ai fecondi apporti delle civiltà straniere…”

JOAL
Joal!/Mi ricordo.
Mi ricordo le signare all'ombra verde delle verande /Le signare dagli occhi surreali come un chiaro di luna sul greto del fiume.
Mi ricordo i fasti dell'Occaso /Dove Koumba N'dofène voleva far tagliare il suo manto regale.
Mi ricordo i banchetti funebri fumanti del sangue delle greggi sgozzate /Del chiasso delle querelle, delle rapsodie dei griot.



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Il titolo di questa raccolta poetica, Opus incertum, che l’autrice Patrizia Martini spiega nella sua premessa, è metafora della realtà di questo testo e della sua finalità. Infatti le liriche nascono da elementi casuali della vita, da quello che nella vita si incontra, ci succede, si vede e si pensa, ma tutto si tiene insieme con qualcosa di non ben definibile (a differenza della malta che unisce i conci dell’opus incertum), ma di ugualmente efficace che è la nostra fiducia nei confronti della vita stessa, per cui tra le gioie e i dolori, tra gli alti e bassi delle ansie e delle speranze la portiamo avanti, “costruendola” con forza e determinazione.




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“OSMOSI”, titolo di questa ammaliante silloge, sottende un certosino lavoro di scavo interiore, che si sedimenta con cristallina evidenza e, in diversi frangenti, rimanda all’eudaimonia di memoria aristotelica. Del resto, l’autrice spazia agevolmente nel pensiero filosofico classico, grazie alla sua formazione umanistica, che denota un portato culturale di notevole caratura. La scelta del termine “osmosi”, certamente non casuale, racchiude in sé la metafora dell’esistenza, che prepotentemente fluisce, tra significato e significante e non può restare sulle soglie dell’ombra.




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«È un Eden questo luogo, / l'antico paradiso» dice il poeta (Le altane di Carozzo I), ma potremmo anche dire che è una rivisitazione del locus amoenus dei classici in una chiave moderna, in quanto viene inserito, come nuovo elemento centrale e fondamentale, il mare che qui è lo stesso mare entrato da protagonista nella poesia con Meriggiare pallido e assorto di Montale.



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La verità degli anni è il frutto di un’esperienza preziosa e importante, attraversata dal dolore per la perdita di mia madre e dall'elaborazione del lutto, a cui è seguito il difficile periodo della pandemia che ha colpito drammaticamente l’intera umanità e in cui ancora stiamo vivendo, con ulteriore aggravamento della situazione per le popolazioni perseguitate, per le violenze e gli abusi sulle donne e i più fragili, costretti in promiscuità obbligate. In tutto questo, la continuità della vita nella meraviglia della nascita che diventa occasione di rinascita, nella legge mistica dell'amore in ogni sua forma, in ogni differenza o similitudine; il valore di ogni singolo istante nella preziosità degli anni.



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Nell’intreccio del leitmotiv delle farfalle in volo (in «interpretazioni magiche» di una fantasmagoria di ali, colori e trasparenze), con quello dell’illusoria fantasiosa consistenza dei tatuaggi, queste poesie dicono i segreti e i misteri della vita e della natura, soprattutto legati alla sofferenza e al dolore. Sono le vicende insite nell’esistere stesso, determinate dal limite ontologico dell’essere, ma anche quelle della storia, create dal male che l’uomo, con il suo decidere e il suo agire, produce per sé e per gli altri.



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Il titolo della raccolta riprende una espressione propria della mistica navajo, allusiva all'itinerario simbolico che lo sciamano compie durante l'iniziazione.



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I versi di Righetto, giovane inserito nella realtà di oggi, rappresentano una risposta istintiva alle rivolte degli autori che ama. E ancora, colpisce nella sua scrittura la capacità nel rapportarsi agli altri, vivendo gli affetti con discrezione ma nel contempo con sincerità e forza. Al pari di altre voci del suo personale itinerario creativo, pur non rinunciando mai a confrontarsi con le difficoltà dell'esistenza, rivelano la capacità di commuoversi senza cedere mai a sdolcinature e a patetismi, lasciando trasparire la speranza in un futuro diverso.



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Benito Galilea, con l’uscita di questo suo 29° libro di poesia ha voluto condensare tanti anni di scrittura presentando una raccolta che tra l’altro intende: sostenere la fratellanza e la pace tra i popoli, sconfiggere l’amarezza e il dolore legati alle tante emigrazioni in ogni parte della Terra, avvicinarsi al mondo dei bambini che in battelli solitari attraversano gli oceani al lume di appartate lune o delle stelle.



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I testi di Cheikh Tidiane Gaye trasmettono una modalità inedita di vedere e di pensare, suscitando la meraviglia che si prova nella visione di un mondo nuovo, mai visto prima.
(dalla postfazione di Claudio Tugnoli)





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Il Salmo a due visi è un viaggio, un viaggio verso il paese del Niente-dove (le pays du Non-où), espressione concepita dal filosofo e mistico persiano Shihāb al-Dīn Yaḥyā Sohravardī (1155-1191) per spiegare che l'anima non è una astrazione impalpabile. Per Sohravardī l'anima abita lo spazio del “Niente-dove” un non-luogo fisico, ma allo stesso tempo luogo reale a cui è possibile accedere attraverso una elevata spiritualità, una trascendenza della mente.





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La poesia di Maddalena Sterpetti diventa una lente con cui l'autrice guarda il mondo, una lente che ingrandisce o rimpicciolisce gli elementi del reale, secondo una percezione soggettiva, in quanto nell'espressione poetica si travalica la dimensione logico-consequenziale con cui si osserva la realtà nella banalità della consuetudine, ma si valorizzano aspetti che normalmente potrebbero essere insignificanti o se ne minimizzano altri.





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La nuova opera di una poetessa che ha ricevuto premi, menzioni e segnalazioni in importanti concorsi letterari, merita una particolare attenzione: anche quest’ultima silloge ha ricevuto uno dei più prestigiosi riconoscimenti, il primo premio del concorso Città di Arcore.





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(...) Tutto è già succinto qui, il resto è derivazione, perlustrazione di un nucleo dato per premesso. Tuttavia, pure in ciò che comincia si inseriscono tracce di vite precedenti. A dircelo, sempre dal brano incipitario, un verso che avrebbe potuto essere di Eliot: “e io benedico la vita in cenere” (mi torna in mente da Il  seppellimento dei morti in The Waste Land la “Grama vita con tuberi secchi”, che non è immagine, ma pensiero) (...)





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Solcando il giardino poetico di Martina Lelli, troveremo che questa raccolta seminata fiorirà lasciando per sempre versi che sbocceranno per parlare della vita. Coglieremo l'importanza del mare, dell'infinito e della meraviglia. Non solo, incontreremo la parola che sa di musica e di ritmo, una poesia che non urla e il verbo che nutre: “Mare dentro” diventa un quadro e, Martina Lelli, la pittrice dalle parole sublimi ed evocatrici e dallo sguardo poetico, l'ha riempito di tanti colori con ogni suo verso.





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C’è un’idea di movimento verso l’ignoto, di libertà, di fuga oltre i confini dello spazio e del tempo in questa silloge emblematicamente intitolata STAZIONI. C’é la rappresentazione di un mondo circoscritto che prelude però a qualcosa di più ampio che si apre alla vista di una umanità variegata alla ricerca di altro da ciò che già possiede mentre porta con sé cose e idee di mondi lontani, di tempi passati, profumi, odori, colori.





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Narrativa

Raccontare e raccontarsi: questa collana nasce con l’obiettivo di liberare la narrativa, perché ognuno ha qualcosa di nascosto che vuole sussurrare, talvolta un segreto, che magari decide di svelare. La narrativa propone autori che scelgono di condividere le loro passioni, idee, delusioni, ricordi e speranze.

“La notte prometteva e le stelle sparivano poco a poco. Il villaggio di Keur Seung si identificava in Méry. Una notte allo stesso tempo limpida e sacra per la forza scatenata della principessa”.



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L'Edda di Assenze e ritorni non è scandinava, se non nel colore dei capelli.È riminese, e molti dei suoi racconti-film sono ambientati nella nostra città -quant'è difficile non parlare di Rimini quando si è di Rimini. Essere cresciuti qui, soprattutto negli anni Sessanta-Settanta, ti segna. Era come venire su nel backstage di un grande spettacolo, “la stagione” e molti adulti di oggi hanno ricordi simili a quelli dei figli degli attori dellecompagnie di una volta: un'infanzia anarchica, magica, dove d'estate siviveva più con gli amici che con i genitori, e poche erano le ore passate sottoun tetto, non sempre quello di casa propria.



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Un diario fittizio per una situazione purtroppo realistica.
Questo libro ricostruisce sotto forma di narrazione autobiografica la vicenda di tanti adolescenti che vengono
catturati dalle ideologie razziste, neofasciste e neonaziste. Attraverso le pagine di diario del sedicenne O.R. è possibile studiare le tante e scaltre strategie (dalla musica, allo sport, alla violenza vera e propria) attraverso il quale i maestri dell'odio lavorano sui ragazzi.
E soprattutto è possibile trovare contromisure pedagogiche che sono urgenti e non più rimandabili.



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È la storia di un'Anima che, prima di incarnarsi in uno spazio senza Tempo intorno a un Fuoco sacro, compie una danza rituale con alcuni animali: un'Aquila, un Lupo, una Tigre, una Libellula e una Tartaruga. L'Anima rincontrerà tutti gli animali danzanti, sotto sembianze umane, in sette vite diverse di difficile collocazione spazio temporale.
In Lei abiterà sempre una Tigre. Nella prima vita avrà un nome indiano, Asha.



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Come si sviluppa il territorio milanese nella rappresentazione dei suoi abitanti? Quali luoghi innescano processi di attaccamento emotivo e di identificazione, e quali generano sentimenti di insicurezza e rifiuto? Come si declinano le differenze culturali nella lettura dello spazio urbano? Queste le domande alle quali hanno cercato di rispondere collettivamente un gruppo che frequenta un corso di italiano presso l’Associazione “La Tenda” nel quartiere della Bovisa  e gli studenti del Laboratorio di Psicologia Ambientale dell’Università degli Studi di Milano. ..



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Prigioniero in Cornovaglia suggerisce che non si può parlare soltanto di trasmissione della memoria, tema necessariamente all'ordine del giorno in una società confusa e presentista come quella attuale. Occorre considerare anche l'esistenza di una sorta di memoria indiretta, rappresentata dalla costruzione di una narrazione familiare, sociale e nazionale del fascismo e della guerra, ma anche di altri retaggi, spesso inconsapevoli, sempre pesanti, faticosi, persistenti.



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Era una solitudine diversa da quella che tante volte aveva ricercato e che sempre più avrà cara negli anni successivi: non c’era, nel lazzaretto, la gioia della natura, non c’erano discrete presenze nelle quali apprezzare l’umanità. Tutto si presentava piuttosto come un’assenza, un continuo rinvio, un vuoto che imponeva di essere riempito dal solo pensiero.

La sosta che J.J. Rousseau dovette fare a Genova in quarantena per rischio di peste nel 1743, durante il viaggio in direzione di Venezia per la breve parentesi diplomatica della sua “carriera”, è un inatteso buco nero nella pur documentatissima biografia del pensatore ginevrino.



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Rappresentiamo il Mediterraneo… Rimuginai a lungo su quella frase. Duemila anni di storia e di mescolanze, migrazioni e integrazioni, di conquiste violente e dominazioni secolari, quanto avevano imbastardito i ceppi etnici? Cosa rendeva “italiano” un nativo dell’Italia? La lingua? Chiunque può impararla bene dopo qualche anno. La religione? E gli italiani doc che si convertono all’islam non sono più italiani? Le usanze alimentari? Ma anche una ragazza dai tratti maghrebini nata qui può amare al massimo gli spaghetti e la pizza. E allora? Come si misura l’appartenenza? Con quanto si ama quel Paese?



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Diario di una migrazione dal Gambia all'Italia di un giovane uomo in cerca di sé e della libertà. La testimonianza diretta di un fenomeno che tutti dovremmo conoscere senza pregiudizi, complessi e distorsioni. Un viaggio attraverso il sogno di una nuova vita, l'orrore delle violenze indicibili tra una frontiera e l'altra, la solidarietà di chi condivide lo stesso destino. Un racconto drammatico e vivace che non manca di ironia e vette poetiche.



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Di chi è il canto che arriva dal mare, e quali misteri nasconde? Il quieto ritiro dell’ex detective Olmo Scirlocchi è inaspettatamente sconvolto dalla comparsa sul suo cammino di un cadavere, di una avvenente corteggiatrice, di un amore dal passato, di un giovane venditore ambulante che sfida ogni schema di pregiudizio.




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Perché uno straniero, per la precisione un filippino, dovrebbe ostinarsi a voler vedere tutti i 58 siti italiani Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco? E perché avrebbe deciso di documentare ogni luogo visitato esibendo per ciascuno i segni del suo passaggio con fotografie, scontrini, biglietti di viaggio e di ingresso, tappa per tappa, sito per sito?





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Nel romanzo l'alternarsi frequente delle “locations” spinge il lettore a seguire l'autore nei suoi viaggi memoriali: dalle strade di una Parigi rivissuta attraverso gli anni giovanili dell'autore alle strade di Ancona, alle viuzze di un paesino del Molise, al corso di una cittadina d'Abruzzo. Da questi esasperati ma suggestivi contrasti socioambientali, l'autore trae spunto per un'indagine che coinvolge il lettore. Attraverso una galleria di gure, alcune appena sbozzate e altre più intimamente indagate, rivivono fatti, storie ed eventi che fanno da corona alla vicenda.





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Questo libro presenta alcune storie vere di relazioni educative tra l'autore e i giovani con i quali è entrato in contatto nella sua attività di educatore. Ogni vicenda è narrata e poi commentata nel solco di una pedagogia narrativa che si ispira in qualche modo alla tradizione dei
Un libro di storie per far innamorare della storia. Un libro di infanzie immaginarie e immaginate per avvicinare a storie vere. Questo testo parte dalle vicende di deportati e deportate nei campi di sterminio della provincia di Monza e Brianza e prova a immaginare le loro infanzie. Bambini e bambine normali, comuni, alle prese con le vicende tipiche di ogni infanzia; bambine e bambini che chiedono di crescere, di essere accuditi e protetti, di avere un confronto con gli adulti e con i coetanei.





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Antologie AA.VV

Ci apriamo verso le associazioni e i circoli culturali per pubblicare i pensieri e le idee dei loro soci. Pubblichiamo anche Antologie inerenti ai temi di pace, libertà e amore tra i popoli.

Molti sono i modi in cui possiamo declinare la parola “esilio”. Esilio è essere costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i luoghi cari e gli affetti, le tradizioni, la lingua...



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L'idea dell'altro si può immaginare come una serie di cerchi concentrici, al centro di cui sta il soggetto, ovvero ciascuno di noi che vive le sue relazioni multiple, sincroniche e diacroniche, e che nel nostro caso è anche poeta per cui si impegna a esprimere le sue sensazioni relazionali al meglio dell'efficacia comunicativa. Ci sono le relazioni strette, quelle d'amore, di affetti familiari e parentali, di amicizia, e poi i cerchi si allargano agli incontri fortuiti, alle relazioni di lavoro e di vicinato, casuali, ma che possono evolvere in rapporti stabili, talvolta in positivo, fino all'amicizia stretta, talaltra in negativo, con astio, rancore, competizione, invidia…



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Nelle relazioni fra gli uomini virtù primaria è il perdono, che appartiene a chi ha coraggio. E le donne hanno coraggio: da vendere. E perdonano, anche le violenze più terribili. Questa è la chiave di lettura della raccolta, in cui quindici donne narrano di rapporti malati, di percosse, di stupri, di femminicidi senza odio o desiderio di vendetta. E quello che ascoltiamo è un coro compatto, senza alcuna dissonanza, dove la nota che più di frequente ricorre è la parolaamore (30 ricorrenze) seguita dalla parola vita (27).



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L'epidemia sta all'origine della nostra tradizione letteraria con le sue radici affondate nel mito, per il duplice significato di “diffusione rapida di una malattia” e, presso gli antichi Greci, di “apparizione di una persona, soprattutto di una divinità”, perché nella mentalità del mondo greco il diffondersi di una malattia era il segno della manifestazione contrariata di un dio, di solito Apollo, nei confronti degli uomini.

[…]
Noi, ormai troppo fiduciosi nella scienza, pensavamo che tutto questo appartenesse solo al passato, come testimonianza di quel dolore insito nella Storia da cui ci illudevamo, più o meno inconsciamente, di essere fuori. Credevamo di avere consapevolezza di eventi di questo tipo solo attraverso la letteratura che riportava quanto avvenuto in tempi ormai lontani o creava situazioni immaginarie, cariche di valenze metaforiche, queste sì per indurci a riflettere sul male che insidia l'esistenza umana, di fronte a cui, ormai lo sappiamo bene, non c'è altro
Nei giorni difficili della quarantena tutti ci siamo soffermati a riflettere sulla situazione particolare che stavamo vivendo, tra ansie, timori e speranze. Abbiamo ricordato momenti felici del passato per dare conforto al nostro cuore, abbiamo richiamato alla memoria luoghi visitati con piacere o abbiamo proiettato la nostra mente in posti in cui vorremmo andare, per rasserenare con l'immaginazione i nostri occhi e il nostro spirito. Abbiamo sognato, sperando che i nostri desideri potessero ancora avverarsi… Abbiamo pensato a chi non era più con noi e abbiamo sofferto per chi in quei giorni ci ha lasciato, abbiamo pianto e abbiamo amato…



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Questo volume si compone dei testi premiati, e di quelli ritenuti meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2020 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero perquanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.Ne è nata una raccolta che ancora una volta testimonia e conferma l'ampia ricchezza di contenuti ispiratori cui la poesia sa dar voce e la varietà di forme espressive rispondenti alla sensibilità individuale che nella poesia cerca soddisfazione e comunicazione delle proprie emozioni.



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Quest'anno anche noi, in occasione del VII centenario della sua morte, abbiamo voluto rendere omaggio a Dante Alighieri, poeta che tutti ammiriamo e amiamo, con il quale molti di noi hanno avuto lunga consuetudine per ragioni professionali.
Per dare a tutti i soci che lo desiderassero la possibilità di partecipare, abbiamo aperto anche ai testi in prosa. ...



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Questo volume si compone delle poesie premiate, e di quelle ritenute meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2021 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero per quanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.



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Appare ancora una volta con evidenza l'interesse che la poesia suscita come forma privilegiata di espressione della sfera emotiva e sentimentale individuale e di comunicazione ricca e profonda a largo raggio. È quindi con piacere che pubblichiamo quest'antologia inserendo gli autori ritenuti meritevoli.





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Questo volume si compone delle poesie premiate e di quelle ritenute meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2023 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero per quanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.

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Saggistica

La collana di Saggistica ospita ricerche e riflessioni, prevalentemente di taglio storico, su argomenti di letteratura, filosofia, antropologia e intercultura.

Handicappati, diversamente abili, disabili.
Cambiamo i nomi per definirli, ma come li vediamo?
Questo libro presenta alcune immagini delle persone disabili nella convinzione che il modo di rappresentarci la disabilità abbia una
diretta conseguenza sul modo di rapportarci, non solo a queste persone, ma agli altri volti della diversità.



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La didattica a distanza qualcosa che tutti abbiamo  dovuto conoscere e imparare a usare nella scorsa, terribile primavera. Ma serve? Ha senso? É un modo alternativo di fare scuola?
Questo libro parte dalla considerazione che la didattica a distanza NON è scuola, ma uno strumento per rafforzare la relazione educativa che può nascere solo in presenza.



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Questo libro raccoglie saggi di grande interesse che raccontano le continue violazioni dei diritti umani che attraversano il mondo dall'America latina all'Afghanistan fino ai limiti imposti alla libertà di stampa, anche nel nostro Paese. Diritti umani e interessi economici e geopolitici non vanno d'accordo.



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L'odierna concezione, meramente quantitativa e materiale, dell'economia è superabile se la si sostituisce con una qualitativa e formale, ossia politica, in grado di includere la dimensione quantitativa, ma trascendendola. Questo cambiamento ci aiuterà a intraprendere un percorso filosofico di confronto e di scelta tra due diversi paradigmi: da una parte, quello oggi dominante, fondato sul ruolo dei sistemi, delle leggi, della società, dell'ideologia, della tecnica e dell'alienazione; dall'altra, uno differente, incentrato sul valore degli organismi, dei principi, della comunità, della cultura, dell'arte e dell'identità...



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Ogni storia è contenuta dentro un mondo che è fatto di realtà misurabili, ma che non si riduce a esse. Ogni numero è contenuto dentro una storia, che lo rende fondamentale per capire il mondo e che dà corpo alle scelte che, a partire da questi dati, si possono iniziare a compiere. Per il popolo ebraico non esiste regola che non sia dentro una storia, e non esiste storia che non proponga una regola. Halakah, prescrizione e Haggadah, narrazione, non sono separabili.



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La curatrice risiede a Padova, città d'adozione.
Docente, scrittrice, poetessa e saggista, da un trentennio si occupa di formazione di docenti, nei diversi ordini di scuola e in molte Università, nel settore dell'arte e dell'immagine, conducendo numerosi laboratori a livello Nazionale e Internazionale.
Ha collaborato per un ventennio continuativamente, come esperta d'Arte e Immagine, con le maggiori riviste scolastiche e ha pubblicato numerosi libri riguardanti la conoscenza delle immagini e l'espressione artistica.



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“Un mondo civile si riconosce dagli spazi di gioco, ma non solo da quelli previsti come tali, bensì da quelli che si lasciano abitare della logica anarchica del gioco. E in questi spazi devono incontrarsi, gruppi misti, gruppi di genere, gruppi di culture diverse.  Occorre allora tornare a giocare e a lottare per il diritto al gioco. E la seconda attività non è possibile senza la prima. Questo libro parla del gioco; ma soprattutto ci fa giocare.
Non è poco, per un libro. Forse perché non è un libro, ma un gioco. Ovvero qualcosa di molto molto più serio.”



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La cultura rappresenta un formidabile volano di dialogo, conoscenza reciproca e inclusione: in questo senso i rapporti tra i Italia e Senegal sono storicamente molto stretti e sono alimentati da una consistente comunità senegalese in Italia come pure dalla presenza di italiani e di italo-senegalesi in Senegal.



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“È in questo contesto, che si inserisce la riflessione di Cheikh Tidiane Gaye, che sulla base di principi etici e morali auspica l’accettazione di qualcosa che già esiste, ma che spesso non vogliamo vedere: il meticciato culturale. La tendenza a classificare, porta spesso a creare categorie rigide, che non corrispondono alla realtà, che in vece è molto più fluida e dinamica. I processi culturali sono spesso caratterizzati da eventi casuali, da scambi inattesi e a volte inconsci.”



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L’immigrazione ha innescato uno sfaccettato dibattito sulla portata delle trasformazioni sociali e delle loro conseguenze sugli assetti del territorio. Ciò ha reso necessaria una riflessione più attenta rispetto ad alcuni termini che spesso ricorrono nel dibattito pubblico sulla presenza degli immigrati. Un dibattito che vede un ampio utilizzo di concetti come identità, cultura, intercultura, pluralismo culturale.





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Se non si parla del passato, il passato finisce per scomparire e se scompare è come se non fosse mai esistito. Se non c'è nessuno a raccontare gli avvenimenti “minuti”, la ricostruzione storiografica, alla fine, risulterà monca in quanto si perdono quei dettagli, quei particolari che arricchiscono e completano l'affresco della “grande” Storia.





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Tesi di laurea

Se hai scritto una tesi di laurea o di dottorato riguardante argomenti di storia, sociologia e antropologia culturale, non la lasciare in un cassetto… Kanaga Edizioni crede fortemente nel valore della ricerca sulla storia e sulle culture di tutti i popoli. La tua tesi diventa un libro. Se sei un professore, segnala ai tuoi studenti meritevoli la possibilità di valorizzare il loro lavoro di ricerca.

Collane

Controvento

Molti sono i modi in cui possiamo declinare la parola “esilio”. Esilio è essere costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i luoghi cari e gli affetti, le tradizioni, la lingua...



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Melagrana

Educazione, intercultura e cambiamento sociale

Un diario fittizio per una situazione purtroppo realistica.
Questo libro ricostruisce sotto forma di narrazione autobiografica la vicenda di tanti adolescenti che vengono
catturati dalle ideologie razziste, neofasciste e neonaziste. Attraverso le pagine di diario del sedicenne O.R. è possibile studiare le tante e scaltre strategie (dalla musica, allo sport, alla violenza vera e propria) attraverso il quale i maestri dell'odio lavorano sui ragazzi.
E soprattutto è possibile trovare contromisure pedagogiche che sono urgenti e non più rimandabili.



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Come si sviluppa il territorio milanese nella rappresentazione dei suoi abitanti? Quali luoghi innescano processi di attaccamento emotivo e di identificazione, e quali generano sentimenti di insicurezza e rifiuto? Come si declinano le differenze culturali nella lettura dello spazio urbano? Queste le domande alle quali hanno cercato di rispondere collettivamente un gruppo che frequenta un corso di italiano presso l’Associazione “La Tenda” nel quartiere della Bovisa  e gli studenti del Laboratorio di Psicologia Ambientale dell’Università degli Studi di Milano. ..



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Handicappati, diversamente abili, disabili.
Cambiamo i nomi per definirli, ma come li vediamo?
Questo libro presenta alcune immagini delle persone disabili nella convinzione che il modo di rappresentarci la disabilità abbia una
diretta conseguenza sul modo di rapportarci, non solo a queste persone, ma agli altri volti della diversità.



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Nelle relazioni fra gli uomini virtù primaria è il perdono, che appartiene a chi ha coraggio. E le donne hanno coraggio: da vendere. E perdonano, anche le violenze più terribili. Questa è la chiave di lettura della raccolta, in cui quindici donne narrano di rapporti malati, di percosse, di stupri, di femminicidi senza odio o desiderio di vendetta. E quello che ascoltiamo è un coro compatto, senza alcuna dissonanza, dove la nota che più di frequente ricorre è la parolaamore (30 ricorrenze) seguita dalla parola vita (27).



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L'epidemia sta all'origine della nostra tradizione letteraria con le sue radici affondate nel mito, per il duplice significato di “diffusione rapida di una malattia” e, presso gli antichi Greci, di “apparizione di una persona, soprattutto di una divinità”, perché nella mentalità del mondo greco il diffondersi di una malattia era il segno della manifestazione contrariata di un dio, di solito Apollo, nei confronti degli uomini.

[…]
Noi, ormai troppo fiduciosi nella scienza, pensavamo che tutto questo appartenesse solo al passato, come testimonianza di quel dolore insito nella Storia da cui ci illudevamo, più o meno inconsciamente, di essere fuori. Credevamo di avere consapevolezza di eventi di questo tipo solo attraverso la letteratura che riportava quanto avvenuto in tempi ormai lontani o creava situazioni immaginarie, cariche di valenze metaforiche, queste sì per indurci a riflettere sul male che insidia l'esistenza umana, di fronte a cui, ormai lo sappiamo bene, non c'è altro
La didattica a distanza qualcosa che tutti abbiamo  dovuto conoscere e imparare a usare nella scorsa, terribile primavera. Ma serve? Ha senso? É un modo alternativo di fare scuola?
Questo libro parte dalla considerazione che la didattica a distanza NON è scuola, ma uno strumento per rafforzare la relazione educativa che può nascere solo in presenza.



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Diario di una migrazione dal Gambia all'Italia di un giovane uomo in cerca di sé e della libertà. La testimonianza diretta di un fenomeno che tutti dovremmo conoscere senza pregiudizi, complessi e distorsioni. Un viaggio attraverso il sogno di una nuova vita, l'orrore delle violenze indicibili tra una frontiera e l'altra, la solidarietà di chi condivide lo stesso destino. Un racconto drammatico e vivace che non manca di ironia e vette poetiche.



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Questo libro raccoglie saggi di grande interesse che raccontano le continue violazioni dei diritti umani che attraversano il mondo dall'America latina all'Afghanistan fino ai limiti imposti alla libertà di stampa, anche nel nostro Paese. Diritti umani e interessi economici e geopolitici non vanno d'accordo.



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Ogni storia è contenuta dentro un mondo che è fatto di realtà misurabili, ma che non si riduce a esse. Ogni numero è contenuto dentro una storia, che lo rende fondamentale per capire il mondo e che dà corpo alle scelte che, a partire da questi dati, si possono iniziare a compiere. Per il popolo ebraico non esiste regola che non sia dentro una storia, e non esiste storia che non proponga una regola. Halakah, prescrizione e Haggadah, narrazione, non sono separabili.



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“È in questo contesto, che si inserisce la riflessione di Cheikh Tidiane Gaye, che sulla base di principi etici e morali auspica l’accettazione di qualcosa che già esiste, ma che spesso non vogliamo vedere: il meticciato culturale. La tendenza a classificare, porta spesso a creare categorie rigide, che non corrispondono alla realtà, che in vece è molto più fluida e dinamica. I processi culturali sono spesso caratterizzati da eventi casuali, da scambi inattesi e a volte inconsci.”



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L’immigrazione ha innescato uno sfaccettato dibattito sulla portata delle trasformazioni sociali e delle loro conseguenze sugli assetti del territorio. Ciò ha reso necessaria una riflessione più attenta rispetto ad alcuni termini che spesso ricorrono nel dibattito pubblico sulla presenza degli immigrati. Un dibattito che vede un ampio utilizzo di concetti come identità, cultura, intercultura, pluralismo culturale.





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Questo libro presenta alcune storie vere di relazioni educative tra l'autore e i giovani con i quali è entrato in contatto nella sua attività di educatore. Ogni vicenda è narrata e poi commentata nel solco di una pedagogia narrativa che si ispira in qualche modo alla tradizione dei

Olimpo

I libri dei premi

Una raccolta fatta di incisioni più che di poesie.
Tratti delicati e diretti disegnano parole intorno a umane sensazioni e “fragili illusioni accartocciate” (per citare l'autore).
Un invito a vivere la vita e le sue pagine sgualcite. A non rinviare e a non creare rimpianti perché, come polvere, condiscono d'amaro il giorno.



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Su quest'opera, fin dalla copertina, aleggia l'immagine della fenice. Una creatura arcana, fantastica e insieme simbolica, quasi sacra. Mito o poesia?
Dalle pire incandescenti dei Greci ai bestiari medievali; dal martirio d'amore, tipico del mondo cortese, ad allegoria della Resurrezione cristiana: passando per un ciclo infinito di morti e rinascite, si consuma la sua condanna a sopravvivere per sempre. ...



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A me sembra che il male / non è mai nelle cose, scrive in Risanamento (da Le case della Vetra 1966) Giovanni Raboni parlando di Milano e delle sue periferie. In questa silloge Rossana Oriele Bacchella canta il male che è nella proiezione dell’uomo e delle cose che lo circondano, che lo sfamano, le cose che se non annientano trasformano.



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Anche nell'oramai vasta letteratura migrante italiana, è rara tanta linearità di ritmo e linguaggio, ora che è possibile al di là delle mode e dei facili entusiasmi fermare riferimenti certi perfino in questo campo. La poesia di Palazzolo attraversa esperienze e luoghi, tempi e paesaggi diversi, ma pur nella complessità delle tematiche non viene mai meno alla sua essenziale sobrietà espressiva. Ricchezza sì e anche purezza della parola, unico auspicio in cui veramente vivere.



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La silloge di Nadia Lisanti
Questo volume si compone dei testi premiati, e di quelli ritenuti meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2020 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero perquanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.Ne è nata una raccolta che ancora una volta testimonia e conferma l'ampia ricchezza di contenuti ispiratori cui la poesia sa dar voce e la varietà di forme espressive rispondenti alla sensibilità individuale che nella poesia cerca soddisfazione e comunicazione delle proprie emozioni.



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L'odierna concezione, meramente quantitativa e materiale, dell'economia è superabile se la si sostituisce con una qualitativa e formale, ossia politica, in grado di includere la dimensione quantitativa, ma trascendendola. Questo cambiamento ci aiuterà a intraprendere un percorso filosofico di confronto e di scelta tra due diversi paradigmi: da una parte, quello oggi dominante, fondato sul ruolo dei sistemi, delle leggi, della società, dell'ideologia, della tecnica e dell'alienazione; dall'altra, uno differente, incentrato sul valore degli organismi, dei principi, della comunità, della cultura, dell'arte e dell'identità...



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Il titolo di questa raccolta poetica, Opus incertum, che l’autrice Patrizia Martini spiega nella sua premessa, è metafora della realtà di questo testo e della sua finalità. Infatti le liriche nascono da elementi casuali della vita, da quello che nella vita si incontra, ci succede, si vede e si pensa, ma tutto si tiene insieme con qualcosa di non ben definibile (a differenza della malta che unisce i conci dell’opus incertum), ma di ugualmente efficace che è la nostra fiducia nei confronti della vita stessa, per cui tra le gioie e i dolori, tra gli alti e bassi delle ansie e delle speranze la portiamo avanti, “costruendola” con forza e determinazione.




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Di chi è il canto che arriva dal mare, e quali misteri nasconde? Il quieto ritiro dell’ex detective Olmo Scirlocchi è inaspettatamente sconvolto dalla comparsa sul suo cammino di un cadavere, di una avvenente corteggiatrice, di un amore dal passato, di un giovane venditore ambulante che sfida ogni schema di pregiudizio.




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“OSMOSI”, titolo di questa ammaliante silloge, sottende un certosino lavoro di scavo interiore, che si sedimenta con cristallina evidenza e, in diversi frangenti, rimanda all’eudaimonia di memoria aristotelica. Del resto, l’autrice spazia agevolmente nel pensiero filosofico classico, grazie alla sua formazione umanistica, che denota un portato culturale di notevole caratura. La scelta del termine “osmosi”, certamente non casuale, racchiude in sé la metafora dell’esistenza, che prepotentemente fluisce, tra significato e significante e non può restare sulle soglie dell’ombra.




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Nell’intreccio del leitmotiv delle farfalle in volo (in «interpretazioni magiche» di una fantasmagoria di ali, colori e trasparenze), con quello dell’illusoria fantasiosa consistenza dei tatuaggi, queste poesie dicono i segreti e i misteri della vita e della natura, soprattutto legati alla sofferenza e al dolore. Sono le vicende insite nell’esistere stesso, determinate dal limite ontologico dell’essere, ma anche quelle della storia, create dal male che l’uomo, con il suo decidere e il suo agire, produce per sé e per gli altri.



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Il titolo della raccolta riprende una espressione propria della mistica navajo, allusiva all'itinerario simbolico che lo sciamano compie durante l'iniziazione.



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Questo volume si compone delle poesie premiate, e di quelle ritenute meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2021 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero per quanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.



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I versi di Righetto, giovane inserito nella realtà di oggi, rappresentano una risposta istintiva alle rivolte degli autori che ama. E ancora, colpisce nella sua scrittura la capacità nel rapportarsi agli altri, vivendo gli affetti con discrezione ma nel contempo con sincerità e forza. Al pari di altre voci del suo personale itinerario creativo, pur non rinunciando mai a confrontarsi con le difficoltà dell'esistenza, rivelano la capacità di commuoversi senza cedere mai a sdolcinature e a patetismi, lasciando trasparire la speranza in un futuro diverso.



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Benito Galilea, con l’uscita di questo suo 29° libro di poesia ha voluto condensare tanti anni di scrittura presentando una raccolta che tra l’altro intende: sostenere la fratellanza e la pace tra i popoli, sconfiggere l’amarezza e il dolore legati alle tante emigrazioni in ogni parte della Terra, avvicinarsi al mondo dei bambini che in battelli solitari attraversano gli oceani al lume di appartate lune o delle stelle.



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Appare ancora una volta con evidenza l'interesse che la poesia suscita come forma privilegiata di espressione della sfera emotiva e sentimentale individuale e di comunicazione ricca e profonda a largo raggio. È quindi con piacere che pubblichiamo quest'antologia inserendo gli autori ritenuti meritevoli.





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Se non si parla del passato, il passato finisce per scomparire e se scompare è come se non fosse mai esistito. Se non c'è nessuno a raccontare gli avvenimenti “minuti”, la ricostruzione storiografica, alla fine, risulterà monca in quanto si perdono quei dettagli, quei particolari che arricchiscono e completano l'affresco della “grande” Storia.





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La poesia di Maddalena Sterpetti diventa una lente con cui l'autrice guarda il mondo, una lente che ingrandisce o rimpicciolisce gli elementi del reale, secondo una percezione soggettiva, in quanto nell'espressione poetica si travalica la dimensione logico-consequenziale con cui si osserva la realtà nella banalità della consuetudine, ma si valorizzano aspetti che normalmente potrebbero essere insignificanti o se ne minimizzano altri.





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Nel romanzo l'alternarsi frequente delle “locations” spinge il lettore a seguire l'autore nei suoi viaggi memoriali: dalle strade di una Parigi rivissuta attraverso gli anni giovanili dell'autore alle strade di Ancona, alle viuzze di un paesino del Molise, al corso di una cittadina d'Abruzzo. Da questi esasperati ma suggestivi contrasti socioambientali, l'autore trae spunto per un'indagine che coinvolge il lettore. Attraverso una galleria di gure, alcune appena sbozzate e altre più intimamente indagate, rivivono fatti, storie ed eventi che fanno da corona alla vicenda.





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Questo volume si compone delle poesie premiate e di quelle ritenute meritevoli di pubblicazione, al concorso per inediti bandito nel 2023 dalla Casa Editrice Kanaga al fine di promuovere e valorizzare la creatività poetica in modo libero per quanto riguarda le scelte tematiche e le forme espressive.

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C’è un’idea di movimento verso l’ignoto, di libertà, di fuga oltre i confini dello spazio e del tempo in questa silloge emblematicamente intitolata STAZIONI. C’é la rappresentazione di un mondo circoscritto che prelude però a qualcosa di più ampio che si apre alla vista di una umanità variegata alla ricerca di altro da ciò che già possiede mentre porta con sé cose e idee di mondi lontani, di tempi passati, profumi, odori, colori.





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