Fil Rouge

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È la poetica dello scorrere del tempo, che trova sosta nei vortici delle correnti, nel vento che si prolunga nei versi di un respiro lungo, dopo aver preso il fiato, per impregnare lasciando a lungo il suo profumo, qualcosa che non si disperda, che non evapori, ma tenga vigile ed all’erta l’uomo, la veglia della sua coscienza.


Confronta
Categoria:

Descrizione

È la poetica dello scorrere del tempo, che trova sosta nei vortici delle correnti, nel vento che si prolunga nei versi di un respiro lungo, dopo aver preso il fiato, per impregnare lasciando a lungo il suo profumo, qualcosa che non si disperda, che non evapori, ma tenga vigile ed all’erta l’uomo, la veglia della sua coscienza.
Una poetica dove il vento non si limita a sibilare, ma va ben oltre: nella spontaneità del suono, nel ritmo e nella musicalità delle parole.

Non è l’eternità, l’Itaca del suo messaggio, consapevole che una molecola di ossigeno è impalpabile, non quanto il viaggio che attraversa, le ossigenate ramificazioni dell’anima, e d’ogni suo ricordo.

E’ la consapevolezza del presente
quanto rimarrà tra queste mani del passato
l’attesa delle rondini domani

Il fil rouge della poetica di Franca Donà è quello che lega una parola all’altra, un verso all’altro, una lirica all’altra. Vivere il presente, qualunque sia, con la coscienza che sia un attimo, come il pensiero e la poesia, in grado di scolpire nuvole; ma sempre d’attimi si tratta, perché le nuvole si spostano, cambiano forma, cambiano luogo e tempo, e rimarranno, se rimarranno, nei lembi di una foglia, nei cieli alle persiane, lasciando impronte ai vetri; rimarranno nelle mani del passato, per ritornare a esistere nel volo delle rondini.

– Emanuele Aloisi

Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-32152-01-2

Anno di pubblicazione

Pagine

94

Formato

1 recensione per Fil Rouge

  1. Valutato 5 su 5

    dario marelli

    E’ poesia d’anima quella di Franca, poesia elegante, sussurrata, dove vibrano tutte le corde del cuore. Anche quando si eleva verso toni civili, mantiene sempre un sottofondo di sommesso lirismo, la voce del cuore e dei sentimenti buoni che vuole affermare la propria presenza, anche se fatica a prendere forza nell’amarezza di ciò che accade nel mondo e non dovrebbe mai accadere. “Dove andranno a finire i fiori” si chiede, perchè la speranza vilipesa dalla violenza e dall’odio non deve cessare di battere, nemmeno nel cuore inconsapevole della bambina soldato avviata al martirio ne “Il colore della guerra”.
    Ma la poesia di Franca raggiunge i suoi vertici quando si fa candore, delicatezza, bisbiglio, quando fra i mille colori dell’arcobaleno sceglie “Il bianco delle cose”. Franca non smette di sognare, di trasmettere la sua “pacata felicità”. “Poi verrà la neve”, “Forse verrà la neve”, insieme al “Volo delle rondini”e al “Canto delle conchiglie”: gli elementi della natura sono al centro dei suoi magistrali dipinti. La sua poetica è intrisa di liricità, per le cose belle e semplici che ci vivono intorno, ma soprattutto per gli affetti immensi che la vita le ha donato, il padre, la madre, i figli e i nipotini, Lavinia e Gioele, i suoi piccoli grandi amori a cui il libro è dedicato.
    Ci dona respiri di aria pulita, Franca, sul davanzale immacolato del suo cuore, pieno di sogni, colmo d’amore.
    “So il segreto dell’eterna giovinezza
    che non conosce rughe né stagioni
    che crede nella follia dei voli
    e sempre parto, come se non ci fosse
    abbastanza cielo da contenere i sogni.”

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