Mena

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Questa silloge di Ada Crippa ci presenta un itinerario di rievocazioni memoriali che si sostanziano di pensiero, per cui potremmo ascrivere questi componimenti a quella “poesia onesta”, indicata programmaticamente da Umberto Saba per definire una poesia che mostra una rigorosa corrispondenza del poeta alla propria visione del mondo e della vita anche nella sua dimensione diacronica, innervata da quel forte senso della responsabilità che deve investire e sostenere la parola poetica.


Confronta
Categoria:

Descrizione

Questa silloge di Ada Crippa ci presenta un itinerario di rievocazioni memoriali che si sostanziano di pensiero, per cui potremmo ascrivere questi componimenti a quella “poesia onesta”, indicata programmaticamente da Umberto Saba per definire una poesia che mostra una rigorosa

corrispondenza del poeta alla propria visione del mondo e della vita anche nella sua dimensione diacronica, innervata da quel forte senso della responsabilità che deve investire e sostenere la parola poetica.

Ada Crippa è un poeta che risponde di ciò che scrive: a chi? Alla sua coscienza civile di fronte ai suoi lettori. Il che fa sì che il suo dire poetico si immerga nel flusso vitale dell’esistenza sua e del suo mondo e con le parole della poesia attui quello scavo interiore capace di definire ciò che necessariamente appartiene all’uomo nell’hic et nunc del suo vivere.

Informazioni aggiuntive

Anno di pubblicazione

Pagine

80

Formato

ISBN

978-88-32152-08-1

1 recensione per Mena

  1. Mattia Cattaneo

    Una voce ci entra nel cuore e ci parla per l’intero corso di questo libro. E’ Mena a prenderci per mano.

    La silloge poetica di Ada Crippa, edita da Kanaga Edizioni, ci presenta “il conto” della memoria, della rievocazione attraverso parole efficaci e comunicative che rendono sostanza la poesia.

    Le liriche, intervallate dagli haiku che come leggera folata di vento accarezzano cuore e mente, ci riportano indietro nel tempo ma anche nel presente. Il passato e il presente si coniugano nei valori sociali e morali che dovremmo riprendere in mano, senza perderci. La poesia diventa strumento di rivoluzione del verso, scuote le Anime in cerca di risposte e Crippa lo fa attingendo dalla sua infanzia, da ciò che è stato dentro di lei e da ciò che ora vede.

    I versi dell’autrice mi ricordano molto gli esponenti della Poesia social spagnola (Damaso Alonso, Pedro Salinas) che ricorrono alla Poesia per denunziare, illustrare la situazione per una presa di coscienza civile. La silloge di Ada Crippa mi restituisce un grande senso di responsabilità, quello che tutti noi dovremmo abbracciare un pò più spesso. Iniziamo a scavarci dentro e troveremo la voce della poesia.

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