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Diario di un razzista

11,90

Un diario fittizio per una situazione purtroppo realistica.
Questo libro ricostruisce sotto forma di narrazione autobiografica la vicenda di tanti adolescenti che vengono
catturati dalle ideologie razziste, neofasciste e neonaziste. Attraverso le pagine di diario del sedicenne O.R. è possibile studiare le tante e scaltre strategie (dalla musica, allo sport, alla violenza vera e propria) attraverso il quale i maestri dell’odio lavorano sui ragazzi.
E soprattutto è possibile trovare contromisure pedagogiche che sono urgenti e non più rimandabili.


Le parole della quarantena

15,00

L’epidemia sta all’origine della nostra tradizione letteraria con le sue radici affondate nel mito, per il duplice significato di “diffusione rapida di una malattia” e, presso gli antichi Greci, di “apparizione di una persona, soprattutto di una divinità”, perché nella mentalità del mondo greco il diffondersi di una malattia era il segno della manifestazione contrariata di un dio, di solito Apollo, nei confronti degli uomini.

[…]
Noi, ormai troppo fiduciosi nella scienza, pensavamo che tutto questo appartenesse solo al passato, come testimonianza di quel dolore insito nella Storia da cui ci illudevamo, più o meno inconsciamente, di essere fuori. Credevamo di avere consapevolezza di eventi di questo tipo solo attraverso la letteratura che riportava quanto avvenuto in tempi ormai lontani o creava situazioni immaginarie, cariche di valenze metaforiche, queste sì per indurci a riflettere sul male che insidia l’esistenza umana, di fronte a cui, ormai lo sappiamo bene, non c’è altro “rimedio” che l’accettazione del nostro limite e il reciproco aiuto.


Un paio di scarpette rosse

15,00

Nelle relazioni fra gli uomini virtù primaria è il perdono, che appartiene a chi ha coraggio. E le donne hanno coraggio: da vendere. E perdonano, anche le violenze più terribili. Questa è la chiave di lettura della raccolta, in cui quindici donne narrano di rapporti malati, di percosse, di stupri, di femminicidi senza odio o desiderio di vendetta. E quello che ascoltiamo è un coro compatto, senza alcuna dissonanza, dove la nota che più di frequente ricorre è la parolaamore (30 ricorrenze) seguita dalla parola vita (27).


PerMeMilano

13,00

Come si sviluppa il territorio milanese nella rappresentazione dei suoi abitanti? Quali luoghi innescano processi di attaccamento emotivo e di identificazione, e quali generano sentimenti di insicurezza e rifiuto? Come si declinano le differenze culturali nella lettura dello spazio urbano? Queste le domande alle quali hanno cercato di rispondere collettivamente un gruppo che frequenta un corso di italiano presso l’Associazione “La Tenda” nel quartiere della Bovisa  e gli studenti del Laboratorio di Psicologia Ambientale dell’Università degli Studi di Milano. ..


Nel principio erano i mostri

13,00

Handicappati, diversamente abili, disabili.
Cambiamo i nomi per definirli, ma come li vediamo?
Questo libro presenta alcune immagini delle persone disabili nella convinzione che il modo di rappresentarci la disabilità abbia una
diretta conseguenza sul modo di rapportarci, non solo a queste persone, ma agli altri volti della diversità.