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Indizi dalle periferie

13,00

A me sembra che il male / non è mai nelle cose, scrive in Risanamento (da Le case della Vetra 1966) Giovanni Raboni parlando di Milano e delle sue periferie. In questa silloge Rossana Oriele Bacchella canta il male che è nella proiezione dell’uomo e delle cose che lo circondano, che lo sfamano, le cose che se non annientano trasformano.


Ceneri scarlatte

13,00

Su quest’opera, fin dalla copertina, aleggia l’immagine della fenice. Una creatura arcana, fantastica e insieme simbolica, quasi sacra. Mito o poesia?
Dalle pire incandescenti dei Greci ai bestiari medievali; dal martirio d’amore, tipico del mondo cortese, ad allegoria della Resurrezione cristiana: passando per un ciclo infinito di morti e rinascite, si consuma la sua condanna a sopravvivere per sempre. …


Incontro labile

12,00

Anche nell’oramai vasta letteratura migrante italiana, è rara tanta linearità di ritmo e linguaggio, ora che è possibile al di là delle mode e dei facili entusiasmi fermare riferimenti certi perfino in questo campo. La poesia di Palazzolo attraversa esperienze e luoghi, tempi e paesaggi diversi, ma pur nella complessità delle tematiche non viene mai meno alla sua essenziale sobrietà espressiva. Ricchezza sì e anche purezza della parola, unico auspicio in cui veramente vivere.


Una gondola rossa

12,00

Una raccolta fatta di incisioni più che di poesie.
Tratti delicati e diretti disegnano parole intorno a umane sensazioni e “fragili illusioni accartocciate” (per citare l’autore).
Un invito a vivere la vita e le sue pagine sgualcite. A non rinviare e a non creare rimpianti perché, come polvere, condiscono d’amaro il giorno.